Il Progetto OBSERVE: approcci metodologici dal caso studio italiano per arricchire i dati immobiliari nazionali
Il Progetto OBSERVE: approcci metodologici dal caso studio italiano per arricchire i dati immobiliari nazionali
L’esperienza italiana in OBSERVE ha promosso la mappatura delle fonti dati sul patrimonio edilizio, formalizzando le criticità su interoperabilità e buone pratiche per uno scambio concreto col progetto, a supporto dei nuovi requisiti EPBD.
Authors
Fabio Cignini, Researcher at ENEA Research Centre (Casaccia) | LinkedIn profile, ResearchGate profile
Francesca Pagliaro, Researcher at ENEA Research Centre (Casaccia) | LinkedIn profile, ResearchGate profile
Alessandro Pannicelli, Head of Digital Application for Energy Efficiency Laboratory at ENEA Research Centre (Casaccia) | LinkedIn profile, ResearchGate profile
ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), Dipartimento Unità per l'Efficienza Energetica (DUEE)
(Nota: Le opinioni espresse negli articoli sono esclusivamente quelle degli autori e non riflettono necessariamente l’opinione dell’Unione europea)
La disponibilità di dati affidabili, completi e aggiornati sul parco immobiliare è oggi un requisito esplicito delle politiche europee in materia di energia e clima. La Direttiva (UE) 2024/1275 sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD) rafforza ulteriormente questo orientamento come fondamento per la pianificazione degli interventi, il monitoraggio dei risultati e il reporting verso la Commissione Europea. Ciò è particolarmente evidente nell’Articolo 22, che richiede agli Stati Membri di disporre di banche dati nazionali della prestazione energetica degli edifici che trasmettano periodicamente dati all’Osservatorio sul Patrimonio Edilizio europeo (EU BSO).
A livello europeo, l’EU BSO rappresenta il principale strumento di raccolta e analisi dei dati sul patrimonio edilizio, fornendo indicatori armonizzati su caratteristiche fisiche, consumi energetici, emissioni e tassi di ristrutturazione. In questo contesto, la sfida non è soltanto l’acquisizione del dato, ma disporre di dataset gestiti con regole chiare (definizioni, metadati, controlli di qualità, cicli di aggiornamento) e con procedure in grado di sostenere valutazioni e confronti affidabili nel tempo. Il progetto OBSERVE si inserisce in tale traiettoria, supportando gli Stati Membri nel miglioramento della raccolta dei dati sul patrimonio edilizio e proponendo un archetipo di Osservatorio Nazionale del Patrimonio Edilizio (nBSO), valorizzando dati, procedure e sistemi già esistenti e integrandoli con le esigenze emerse a livello nazionale ed europeo.
Il presente articolo contestualizza il caso studio dei dati sul patrimonio edilizio italiano, uno dei Paesi Pilota del progetto OBSERVE. L’analisi evidenzia un'elevata disponibilità di informazioni, distribuite tra sistemi e finalità diverse: accanto alle basi dati energetiche esistono fonti amministrative e statistiche fondamentali e dati di consumo energetico a diversi livelli territoriali. Esistono, tuttavia, strategie e strumenti in fase di sperimentazione orientate a integrare dati sugli edifici e le loro componenti, verso l’integrazione e la standardizzazione dei flussi dati.
Dati sul patrimonio edilizio in Italia: fonti, copertura e governance
Il sistema informativo italiano sul patrimonio edilizio si fonda su una pluralità di fonti, sviluppate nel tempo per rispondere a esigenze differenti: finalità amministrative e fiscali, produzione statistica ufficiale, adempimenti e strumenti tecnici in ambito energetico, nonché monitoraggio delle politiche pubbliche e degli incentivi. Questa articolazione rappresenta, da un lato, un punto di forza perché consente di osservare il patrimonio da prospettive complementari e con livelli di dettaglio diversi; dall’altro, richiede attenzione nella lettura e nell’uso dei dati, poiché i livelli di disponibilità, le modalità e le tempistiche di aggiornamento e le regole di accesso possono variare significativamente tra i diversi sistemi.
Le principali fonti di base per la descrizione del patrimonio includono le banche dati amministrative e statistiche. Il sistema catastale, gestito dall’Agenzia delle Entrate, consente la consultazione delle informazioni catastali e ipotecarie e la produzione di visure e risultanze catastali. Sul versante statistico, il Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) aggiorna con continuità il quadro informativo sulle abitazioni, mediante l’integrazione di fonti amministrative e rilevazioni campionarie. Un ulteriore ambito informativo riguarda il patrimonio immobiliare pubblico. L’Agenzia del Demanio raccoglie e gestisce le informazioni relative agli immobili pubblici e rende disponibili strumenti e piattaforme dove navigare tra i dati degli immobili di proprietà e in uso allo Stato.
Queste fonti si integrano con analisi di consistenza e ricostruzioni dell’evoluzione del patrimonio edilizio, utili per quantificare ordini di grandezza e caratteristiche anagrafiche. Secondo il rapporto sulla consistenza del parco immobiliare nazionale, al 2021 il numero di edifici residenziali è stimato in circa 12,4 milioni e quello degli edifici non residenziali in circa 1,7 milioni (quasi il 12% del totale); inoltre, oltre il 60% del patrimonio residenziale ha più di 45 anni ed è quindi antecedente alla prima legge sul risparmio energetico.
A questo strato informativo si affiancano le basi dati energetiche e quelle connesse alle politiche pubbliche, che consentono di descrivere prestazioni, impianti, consumi e dinamiche di trasformazione del patrimonio.
Per la prestazione energetica, si fa riferimento al Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), gestito da ENEA e alimentato dai catasti energetici regionali, che a gennaio 2026 conta circa 7,9 milioni di APE registrati tra il 2015 e il 2026, in parte navigabili in forma aggregata attraverso il Portale dedicato (Figura 1). Il SIAPE rappresenta un importante punto per l’armonizzazione delle informazioni sulla prestazione energetica, in quanto raccoglie i flussi territoriali in un quadro nazionale e consente di applicare regole comuni di controllo, validazione e restituzione dei dati a supporto di analisi e indicatori comparabili nel tempo.

Figura 1. Pagina del Portale SIAPE per il monitoraggio di alcune delle informazioni contenute nell’APE.
Ulteriori dataset energetici sono costituiti dai catasti degli impianti termici (CIT) e dai dati relativi a controlli e ispezioni. Secondo il Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici 2025 (RACEE25), redatto da ENEA e dal Comitato Termotecnico Italiano – Energia e Ambiente (CTI), questi sistemi rappresentano un quadro multilivello: a fine 2024 risultavano formalmente operative 215 Autorità Competenti, di cui 157 con un CIT attivo e 58 senza catasto; a livello nazionale esistono 31 catasti (15 regionali e 16 provinciali/comunali) che censiscono dati in maniera eterogenea.
Accanto a prestazioni e impianti, il Sistema Informativo Integrato (SII), realizzato e gestito da Acquirente Unico, è l’infrastruttura che gestisce flussi informativi del mercato elettrico e gas. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) pubblica dati e statistiche su energia e ambiente, oltre a gestire il Portale Consumi che consente ai consumatori di accedere ai propri dati storici di consumo e a informazioni tecniche e contrattuali.
Infine, i dataset sugli incentivi permettono di misurare diffusione e intensità degli interventi, con informazioni utili per valutare l’attuazione delle politiche. Il Rapporto annuale detrazioni fiscali 2025, redatto da ENEA, riporta che per l’Ecobonus 2024 gli interventi conclusi sono oltre 580.000, con investimenti attivati di quasi 6,3 miliardi di euro e risparmi stimati di oltre 1.800 GWh/anno. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) rende disponibili open data sugli incentivi erogati (ad esempio Certificati Bianchi, Conto Termico, Conto Energia, Certificati Verdi), anno per anno, in formato aperto.
In Tabella 1 sono riportate le principali tipologie di dati principali sul patrimonio edilizio italiano, ove per ognuna è indicata il dataset o eventuale portale cui accedere, il gestore dello stesso e il livello di diffusione territoriale.
| Dato | Dataset/Piattaforma | Gestore | Livello |
| Patrimonio immobiliare | Catasto degli edifici | Agenzia delle Entrate | Nazionale |
| Censimento permanente popolazione e abitazioni | ISTAT | Nazionale | |
| Catasto degli edifici dello Stato | Agenzia del Demanio | Nazionale | |
| Attestati di Prestazione Energetica | SIAPE | ENEA | Nazionale |
| Catasti energetici regionali | Regioni e Province Autonome | Regionale (19) e Provinciale (2) | |
| Impianti termici | Catasti Impianti Termici (CIT) | Regioni/Autorità Competenti (AC) e soggetti delegati | Regionale (15) e provinciale/comunale (16) |
| Consumi energetici | SII | Acquirente unico | Nazionale |
| Portale Consumi | ARERA | Nazionale | |
| Incentivi e interventi | Banche dati detrazioni fiscali | ENEA | Nazionale |
| Portale Open Data incentivi | GSE | Nazionale |
Tabella 1. Principali fonti dati sul parco immobiliare italiano.
Problemi e sfide: criticità strutturali e traiettorie di miglioramento
Nonostante la ricchezza di informazioni disponibili, le fonti che descrivono il patrimonio edilizio e le sue caratteristiche e prestazioni sono state sviluppate per finalità diverse e secondo logiche non sempre coerenti tra loro. Ne deriva che la disponibilità del dato non coincide automaticamente con la sua utilizzabilità sistematica per analisi, pianificazione e monitoraggio, né con la possibilità di produrre indicatori stabili e confrontabili.
Le criticità principali riguardano l’intero ciclo di vita del dato:
- eterogeneità dei formati e delle modalità di interrogazione/estrazione: le informazioni sono spesso rese disponibili con tracciati e strutture differenti tra sistemi e territori, con conseguenti complessità di gestione e consolidamento a livello nazionale;
- assenza di identificativi comuni e interoperabili tra dataset: la correlazione sistematica delle informazioni riferite allo stesso edificio/unità immobiliare risulta complessa quando mancano chiavi condivise e stabili nel tempo;
- qualità variabile dei dati inseriti e necessità di controlli strutturati: in particolare nell’analisi dei dati degli APE, l’esperienza dei controlli mostra che una quota non trascurabile di dati viene esclusa dai campioni utilizzabili per le valutazioni sul patrimonio edilizio;
- granularità dei dati e livelli non omogenei: alcune fonti sono disponibili in forma aggregata e con livelli territoriali differenti, mentre altre sono puntuali (edificio o unità immobiliare);
- limitazioni di accesso e riuso: per alcune fonti la disponibilità è condizionata da vincoli di privacy, livelli di aggregazione e regole di riusabilità, che possono limitare analisi sistematiche e confronti nel tempo.
Nel complesso, questa frammentazione complica la costruzione di una visione integrata del patrimonio edilizio nazionale in chiave di efficienza energetica e ostacola l’allineamento con i requisiti europei di reporting, che richiedono serie informative solide, documentate e aggiornabili nel tempo.
Accanto alle criticità, il contesto italiano mostra anche elementi positivi: sono in consolidamento strumenti e percorsi che puntano a rendere il patrimonio informativo più fruibile, più coerente e più adatto a supportare monitoraggio e decisioni pubbliche.
Un esempio è il Portale Nazionale sulla Prestazione Energetica degli Edifici (PnPE2), che rappresenta un riferimento pubblico per la consultazione e la comunicazione di informazioni sulla prestazione energetica e per servizi di supporto e assistenza, contribuendo a migliorare la fruibilità dei contenuti derivanti dai dataset energetici la cui home page è raffigurata in Figura 2.

Figure 2. Home page del Portale Nazionale sulla Prestazione Energetica degli Edifici.
Sul versante impianti, il RACEE25 documenta la traiettoria orientata a una progressiva integrazione delle basi informative su edifici e impianti verso un Catasto Energetico Unico (CEU), accompagnato da formati e procedure di raccolta e trasmissione dati più uniformi. Questa direzione è rilevante perché risponde alla necessità di ridurre disomogeneità territoriali (e quindi migliorare la confrontabilità) e di rendere più stabile l’aggiornamento e la qualità dei dati impiantistici su scala nazionale.
Anche sul fronte della verifica della qualità e veridicità dei dati si osserva una sperimentazione nel contesto degli APE verso procedure preventive più strutturate, orientate a intercettare e correggere errori o anomalie già in fase di compilazione e caricamento. In particolare, è stata sviluppata una metodologia basata su controlli semantici e su un sistema di avvisi in tempo reale (warning) rivolti al certificatore, così da migliorare la qualità degli attestati all’origine e aumentare l’affidabilità delle informazioni trasferite al SIAPE.
OBSERVE: supporto all’Italia e apprendimento dal caso italiano
Nel complesso, un sistema informativo più coerente e interoperabile ha ricadute dirette sulla capacità istituzionale di individuare con maggiore precisione le priorità di intervento, valutare l’efficacia degli incentivi e la distribuzione degli interventi, supportare la pianificazione territoriale e urbana con evidenze aggiornate, migliorare la rendicontazione verso la Commissione europea.
In prospettiva, l’allineamento dei sistemi nazionali ai requisiti europei non rappresenta solo un obbligo normativo, ma un’opportunità per valorizzare il patrimonio informativo esistente e trasformarlo in uno strumento strategico per la transizione energetica. La sfida principale rimane quella di passare da una logica di raccolta dati frammentata a un approccio sistemico, basato su qualità, copertura territoriale completa, interoperabilità e condivisione.
OBSERVE supporta gli Stati Membri nel rafforzamento della governance dei dati del patrimonio edilizio al fine di rendere i dataset più coerenti con i requisiti della EPBD. Uno degli obiettivi principali è quello di proporre un archetipo su cui basare lo sviluppo di Osservatori nazionali sul patrimonio edilizio (nBSO) che non duplichi le banche dati esistenti, ma ne coordini e valorizzi l’uso, definendo un quadro comune di indicatori, metadati e regole di aggiornamento e rendendo più strutturati e replicabili i flussi informativi necessari al monitoraggio europeo e alle esigenze nazionali di pianificazione e valutazione delle politiche.
In Italia, dove le informazioni sono numerose e disponibili in domini differenti (anagrafico-amministrativo, statistico, energetico e legato alle politiche), il valore aggiunto del progetto è soprattutto nel trasformare una disponibilità diffusa di dati in un insieme di dataset gestiti in modo più uniforme e, quindi, più adatti a sostenere decisioni pubbliche e reporting europeo.
Nel contesto italiano, i principali contributi di OBSERVE, utili nella fase di transizione EPBD, possono essere sintetizzati come segue:
- chiarimento dei requisiti informativi: tradurre obblighi e necessità di monitoraggio in specifiche di dataset (contenuti minimi, granularità, periodicità), coerenti con i flussi richiesti a livello europeo;
- qualità e documentazione: rafforzare pratiche condivise di validazione e tracciabilità, rendendo più trasparenti criteri e processi che portano dal dato grezzo al dato utilizzabile (ad esempio attraverso controlli qualità strutturati);
- confrontabilità e standardizzazione: favorire convergenza su tracciati, definizioni e regole comuni, in particolare nei domini dove la disomogeneità territoriale è più marcata (ad es. catasti impianti termici);
- scambio tra Paesi: mettere a sistema soluzioni replicabili per problemi ricorrenti (gestione multi-attore, armonizzazione dei cicli di aggiornamento, disponibilità a diversi livelli territoriali), riducendo tempi e costi di sperimentazione.
Allo stesso tempo, l’Italia rappresenta per OBSERVE un caso di studio particolarmente istruttivo perché combina scala, pluralità di attori e disponibilità di basi dati operative. La dimensione di alcuni dei dataset nazionali (come, ad esempio, il SIAPE) e la presenza di procedure esplicite di controllo sulla qualità rendono visibili i benefici di una gestione matura del dato. La presenza di basi dati più frammentate e con forte eterogeneità territoriale (come, ad esempio, per gli impianti termici e controlli) consente di osservare concretamente le sfide tipiche dei sistemi multi-autorità: differenze di tracciati, processi e livelli di copertura, con effetti diretti sulla confrontabilità. Infine, la sperimentazione di strategie e strumenti come PnPE2 e CEU, insieme al rafforzamento dei controlli e delle procedure di validazione dei dati (ad esempio sugli APE), contribuisce a delineare un percorso concreto di miglioramento della fruibilità e della qualità dei dataset, anche in funzione del reporting europeo.
Nel loro insieme, questi elementi offrono a OBSERVE un contesto realistico per testare e affinare approcci replicabili anche in altri Paesi, mantenendo l’attenzione su qualità, confrontabilità e sostenibilità nel tempo.
Conclusioni
L’analisi dell’ecosistema di governance dei dati del patrimonio edilizio italiano conferma che la sfida principale non è la scarsità di dati, ma la loro frammentazione e la difficoltà di renderli stabili, confrontabili e riutilizzabili. Rafforzare qualità, metadati, standard e regole di aggiornamento permette di valorizzare le fonti esistenti e migliorare sia la progettazione delle politiche sia la rendicontazione europea richiesta dalla EPBD. In questa fase di transizione, OBSERVE può accelerare la convergenza metodologica e lo scambio di buone pratiche, identificando un approccio sistematico alla qualità, all’interoperabilità e alla catalogazione dei dati relativi al parco immobiliare.