Condomini ed EPBD IV: riqualificare il singolo appartamento senza cappotto
Condomini ed EPBD IV: riqualificare il singolo appartamento senza cappotto
La combinazione di dati SIAPE, Catasto e Censimento ISTAT permette di valutare la distribuzione tra edifici unifamiliari e condomini, utile per definire strategie di riqualificazione adeguate alle diverse tipologie edilizie.
La riqualificazione energetica di un appartamento in condominio può essere realizzata anche senza interventi sull’involucro comune. L’articolo esamina un approccio basato su sistemi radianti a bassa temperatura collegati al generatore centralizzato esistente, nuovi infissi, ventilazione meccanica controllata e coibentazione interna, progettati come un unico insieme orientato al riscaldamento invernale.
Il contesto normativo dell'EPBD IV, entrata in vigore nel 2024, richiede un'accelerazione degli interventi di riqualificazione, con obiettivi al 2030, 2040 e 2050. I dati del VI Rapporto Annuale sulla Certificazione Energetica degli Edifici (RACEE 2025) mostrano che oltre il 45% degli edifici residenziali certificati è ancora in classe energetica F o G, con prestazioni peggiori negli immobili più datati. L’articolo evidenzia inoltre che i dati SIAPE rappresentano solo una parte del patrimonio edilizio italiano, rendendo necessaria una lettura congiunta delle fonti catastali e del censimento ISTAT per comprendere la distribuzione tra edifici unifamiliari e condomini.
Nella pratica progettuale, l’intervento sul singolo appartamento si concentra su soluzioni interne: sistema radiante, infissi, VMC e isolamento dal lato interno delle strutture disperdenti. Il sistema radiante utilizza l’acqua calda della rete condominiale, miscelata per ottenere la temperatura di mandata richiesta, senza sostituire il generatore centralizzato. Queste scelte consentono di migliorare le prestazioni energetiche dell’unità immobiliare anche in assenza di un intervento condominiale complessivo.